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Il percorso multimediale, aperto nel 2016,è un progetto di Studio Azzurro, un gruppo di artisti italiani noto a livello internazionale per la realizzazione di videoambienti, ambienti sensibili e interattivi.  Questo allestimento, organizzato nei suggestivi spazi dell’EX Officina Meccanica, rappresenta un luogo delle emozioni e delle suggestioni che volutamente prosegue il museo documentario della Torre dell’Orologio.

La vicenda storica e umana della cultura mineraria del Monte Amiata, ma anche la sua disposizione territoriale e sociale, mostrano delle peculiarità che sono state  evidenziate nella successione tematica, conformata come una vera e propria sceneggiatura che accompagna lo spettatore immergendolo nella narrazione e nell’esperienza e della vita mineraria.

Parliamo della multimedialità come elemento trans disciplinare e trans generazionale, per quanto è una modalità che coinvolge tutte le fasce d’età.

LE SALE

Ingressomuseo-nuovo8
Il “prologo” al percorso museale presenta un glossario di parole e frasi evocative che formeranno un indice dei nodi narrativi e concettuali trattati. Voci come Miniera, Cinabro, Mercurio, Amiata si estenderanno sul muro di destra sovrapponendosi a una serie di immagini dei cunicoli minerari disegnate a mano, tratte dai taccuini dell’ ing. Vincenzo Spirek e dagli archivi della miniera. Il corridoio che segue costituisce una galleria di ritratti con foto d’epoca di abitanti di Abbadia, ex minatori, famiglie e gruppi di operai.

Il mitomuseo nuovo7
Lo scenario della sala è quasi fiabesco, avvolgente e ipnotico. Al centro, un’istallazione composta da migliaia di gocce di mercurio che generano piccole esplosioni luminescenti e suoni imprevedibili; sulle pareti le immagini di opere che rappresentano Mercurio, noto anche come Hermes, messaggero degli dei e protettore dei commerci: le sue vicende sono narrate, attraverso un gioco d’ombre, dai versi omerici dell’inno a lui dedicato (mito riportato nel libro Si sente Hermes nell’aria. Viaggio tra Mercurio e il mercurio di Gian Piero Petri).
Il territorio e la materiamuseo nuovo19
I voli fantastici sulla mitologia ci portano a quelli reali sul territorio. La sala è dedicata ai luoghi più significativi di Abbadia e del Monte Amiata: percorrendo quasi fisicamente la mappa, è possibile attivare i contenuti multimediali dedicati alla montagna, al borgo e all’abbazia, al distretto minerario e alla comunità. Al centro campeggia il vulcano, dal quale fuoriescono gli oggetti d’uso comune che identificano la vita quotidiana di questo territorio. Prima di accedere alla sala successiva, su un tavolo sono esposti alcuni minerali estratti nella zona amiatina.

Il lavoro e gli uominimuseo nuovo12
L’ampio spazio si articola lungo i binari che conducono all’ingresso della Galleria Livello VII: nella sala sono esposti macchinari e attrezzi che rimandano ai processi di lavorazione della miniera. Aprendo gli armadietti sarà possibile invece ripercorrere, attraverso audio, video e oggetti originali (dagli indumenti agli strumenti di lavoro, ai portafortuna ecc.), le vicende personali di alcuni minatori legati ai temi della fatica, del pericolo, del disagio ma anche della solidarietà e della lotta per i diritti: una memoria che da intima si fa plurale e che diventa quindi non più singola ma bensì espressione di un’intera comunità.
La materia
Il percorso si conclude con un filmato incentrato sulla storia della materia nelle sue forme e applicazioni, ritornando sull’essenza stessa del museo e della vita mineraria: il mercurio.